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Riesi, si cerca di rintracciare la famiglia

Un partigiano anonimo potrebbe essere
originario della provincia nissena

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di Delfina Butera   
Giovedì 28 Gennaio 2010 - 17:11

RIESI -  Rosario Riggio, riesino emigrato a Torino da anni, si interessa della storia della Sicilia . In particolare dei partigiani siciliani che hanno partecipato alla Resistenza. Uno dei combattenti che si opponeva alle forze naziste, Sebastiano Latone, ancora oggi non è stato riconosciuto. Si pensa sia originario della provincia nissena.

“Del Partigiano Sebastiano Latone -o Latona – dice Riggio - secondo un'altra trascrizione- si cercano i dati utili per l’identificazione affinché gli si possa dare il giusto onore. Mauro Sonzini sta lavorando alla pubblicazione di una ricerca sui partigiani siciliani che hanno partecipato alla resistenza. Lo scopo è dare il giusto valore alla guerra di Liberazione: Resistenza. La Resistenza si è svolta al Nord con il contributo degli italiani di ogni dove che hanno scelto, dopo l’8 settembre, la Libertà, la Democrazia, la Patria. Mauro Sonzini, con il lavoro che sta facendo, vuole dare un contributo storico e il merito ai partigiani del Sud, in particolare la Sicilia. Di Sebastiano Latone -o Latona, secondo un'altra trascrizione- sono ignote le origini. Il suo sacrificio per la Libertà attraverso la Resistenza è riconosciuto dall’Anpi. Questa ricerca ha l’obiettivo di voler dare a questo partigiano un’identità familiare e territoriale per essere ricordato e tributato per il sacrificio. L’appello è fatto a tutti coloro che possono riconoscere questa persona o dare informazioni utili in tal senso. Nella lettera, che segue, Mauro Sonzini fornisce i dati e le supposizioni utili di cui è in possesso per poter iniziare questa ricerca”.
LETTERA DI MAURO SONZINI
In riferimento all’eccidio avvenuto a Nus in Valle d'Aosta il 18 luglio 1944 in cui, per rappresaglia, persero la vita undici partigiani prelevati alle carceri Nuove di Torino. Tra questi partigiani ve ne è uno, al momento pressoché ignoto, che dovrebbe essere di origine siciliana, più precisamente della zona di Gela o dintorni. Il suo nome è Sebastiano Latone (o Latona, secondo un'altra trascrizione), risulta nato il 5 maggio 1918, e dovrebbe essere figlio di fu Salvatore.
Dopo l'eccidio la sua salma è stata sepolta assieme a quella dei dieci suoi compagni in una fossa comune nel cimitero di Fénis fino al 1949 quando Nicola Grosa, ex comandante partigiano nelle Valli di Lanzo e al momento capo ufficio provinciale dell’assistenza post- bellica sezione partigiani presso la Prefettura di Torino, trasporta le salme non recuperate dalla famiglia presso il Campo della Gloria nel Cimitero Monumentale di Torino dove potrebbe ancora trovarsi. Allo stato attuale di Sebastiano questo è tutto ciò che si sa, è ignota: la sua immagine, la sua famiglia, il motivo per cui era in Piemonte, la sua banda partigiana, dove e quando sia avvenuta la sua cattura, persino se mai i suoi familiari o i suoi amici abbiano mai potuto avere notizia della fine del loro caro. Si ipotizza che egli sia stato arruolato nell'esercito, che le vicende belliche lo abbiano condotto in Piemonte, che non potendo rientrare al paese dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 abbia scelto di aggregarsi a qualche banda partigiana e che per tale motivo sia stato catturato. Ma si tratta solo di supposizioni non suffragate da alcun dato, ma solo da una valutazione di probabilità. Sarebbe bello in occasione del 150° dell'unità d'Italia poter mettere tutto questo su un libro per dimostrare come nei fatti essa si è realizzata attraverso la Resistenza e poi ha trovato piena attuazione grazie alla Costituzione.
 

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Ultimo aggiornamento: Giovedì 28 Gennaio 2010 - 18:15