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Vertice alla provincia per trovare una soluzione immediata

Porto insabbiato, economia a picco
marittimi costretti ad emigrare a Licata

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di Fabrizio Parisi   
Martedì 09 Marzo 2010 - 06:46

Gela -  Gli unici due pescherecci hanno chiuso i battenti e sono andati a Licata. Barcaioli e diportisti costretti a licenziare. Una situazione economica di gravissima, che ha messo in ginocchio la marineria gelese. Il Porto Rifugio è insabbiato e per il nuovo asse portuale bisognerà attendere ancora anni. C’è un finanziamento di 49 milioni di euro che il presidente della Provincia Giuseppe Federico ha sbloccato dopo anni di dimenticatoio, ma per poter cantare vittoria occorre inoltrare lo studio dei flussi marini e dei sedimenti per completare la valutazione di incidenza ambientale e la Vas (valutazione ambientale strategica). Ieri pomeriggio si è svolto un vertice presso la sede distaccata della Provincia, in piazza Roma.

 

 

Il presidente Federico e l’assessore al Mare, Enzo Insalaco, hanno incontrato una folta delegazione di operatori economici del porto. C’erano i rappresentanti di Eureco, Cst Srl, Gruppo Barcaioli, Lega Navale, Siciliana Salvataggi, Mare Omnia, diportisti e don Giovanni Tandurella cappellano del Porto. Giovedì la riunione si sposterà presso la sede regionale dell’assessorato Lavori Pubblici. La situazione è drammatica. «Gli operatori - spiega l’assessore Insalaco - hanno chiarito come la distruzione della Poseidoinia (specie vegetale che si trova nei fondali marini) sia una delle cause principali dell’insabbiamento. Non poter utilizzare il Porto Rifugio significa danneggiare un settore economico importante. Basti considerare che su 250 diportisti ogni 4 si perde un posto di lavoro».

Dal tavolo sono emerse delle proposte. La prima è quella di allungare il braccio di ponente. La seconda proposta lanciata è quella di avviare interventi di escavazione dei fondali, portandoli da 5 a 6 metri.

All’assessore Gentile sarà anche chiesto di accelerare l’iter per il nuovo porto. I soldi ci sono. Adesso si tratta di completare il progetto, già inserito nel programma Apq. «Il maltempo ha in pratica azzerato i lavori di disinsabbiamento. Abbiamo speso 250 mila euro e siamo nuovamente punto e accapo - spiega l’asessore Insalaco - adesso con il presidente Federico proveremo a concordare soluzioni che possano scongiurare il rischio di chiusura del Porto Rifugio».

 

Tags: crisi | operatori marittimi | porto rifugio | provincia

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 08 Marzo 2010 - 21:49