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Il progetto "rosa in nero" analizza 'emancipazione e lavoro

Sei donne su 10 senza un contratto
Denuncia dell'associazione "Voce Donna"

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di Fabrizio Parisi   
Lunedì 08 Marzo 2010 - 22:08

Valeria Ganci
Gela - Sei su dieci le donne che sono costrette a lavorare senza avere un regolare contratto, lo ha rivelato l’anticipazione di unindagine condotta dallIsfol sulloccupazione femminile, che ha evidenziato che sono più frequenti i casi di lavoro nero rispetto a quelli in cui il contratto non viene rispettato (30 su 100). Lindagine è stata svolta su un campione di  donne in Italia. Secondo i risultati il 64% delle donne (soprattutto al Nord) ha una posizione lavorativa irregolare, mentre il 44% delle intervistate ha rivelato che è costretta ad accettare il lavoro nero a causa dell l'impossibilità di trovare un lavoro regolare.

 

 

Ecco perché lassociazione Voce Donna, presieduta da Valeria Ganci, ha utilizzato lotto marzo come momento di riflessione e di rilancio dellazione di emancipazione femminile nel contesto socio economico del territorio gelese.

Lidea di un progetto Rosa in nero , nasce dalle finalità sotto indicate, che mettesse in risalto la linea di demarcazione esistente nella nostra società evidenziando i limiti della stessa in riferimento alla impossibilità per la donna di vincere le resistenze al suo pieno e totale riscatto, nasce e trova riscontro tra le associate anche alla luce dei  continui episodi di mobbing che vedono vittime le stesse donne.

Il progetto Rosa in Nero è finalizzato a risolvere i problemi legati alla presenza di pregiudizi sulle competenze e sulle capacità professionali delle donne, alle difficoltà di conciliazione tra lavoro e impegni familiari e alla presenza di numerosi meccanismi di segregazione verticale e orizzontale, oltre a quelli legati allassenza o alla carenza di politiche dei tempi.
Obiettivo
è infatti far conoscere alle donne del territorio di Gela tutte le opportunità presenti nel territorio ed accedervi con facilità al fine di acquisire le conoscenze e le competenze per un loro ingresso nel mondo del lavoro e per rafforzare le posizioni lavorative: in altri termini acquisire maggiore capacità sociale (di inserimento nella vita sociale e collettiva, di relazione, di negoziazione del proprio ruolo nel sistema familiare), e lavorativa (di creare impresa; di realizzare servizi di conciliazione vita - lavoro, di inserimento nel mercato del lavoro; di orientarsi nel mercato del lavoro, di responsabilità politica e decisionale).


In un momento in cui si fa tanto parlare di pari opportunit
à, dunque, emergono dati non rassicuranti. E la situazione non è diversa se si considera loccupazione giovanile.

Il progetto si articola in 2 fasi:

A)    La prima fase mira alla realizzazione di una analisi socio economica del territorio. Uno screening che permetta di avere una mappatura  dettagliata della condizione lavorativa femminile.Scopo di questa fase è quello di attuare una ricerca sul campo di dati relativi allo sviluppo del territorio delle imprese in rosa( cioè a conduzione femminile) per realizzare una banca dati utile alla predisposizione del progetto .

Attraverso dati reperiti da CCIAA, organizzazioni di categoria, ordini professionali si ricostruisce luniverso lavorativo femminile nel territorio di Gela. In particolare lo studio prevede lacquisizione di dati relativi ai settori merceologici (artigianato,commercio,servizi,lavoro autonomo) preferiti dalle aziende in rosa, letà delle aziende,quindi gli indici di natalità e mortalità delle stesse, al grado di istruzione delle imprenditrici, età anagrafica, numero dipendenti,composizione delle maestranze in ragione del sesso.. Tutte informazioni che serviranno ad  elaborare banche dati diversificate che verranno poi aggiornate periodicamente.

Lanalisi  serve perciò ad avere un quadro di riferimento nel territorio gelese  per capire quali sono le difficoltà di accesso al lavoro  ed elementi discriminanti presenti nel territorio.

 

 

 

 

 

B)la seconda fase è relativa allindividuazione dei campi  dazione e alla promozione dellattività lavorativa femminile. In particolare si dovranno individuare quali sono gli ostacoli e le difficoltà ad emergere da parte delle donne ,quali sono gli stimoli e le opportunità per entrare nel mercato del lavoro. Così si individuano i settori  e le attività imprenditoriali con tassi di attrazione maggiori. E si elaborano le iniziative di formazione ed orientamento.

 

 

 

 

Voce Donna ritiene di dover richiamare lattenzione delle Istituzioni , molto spesso distratte, sulle problematiche dellinserimento lavorativo femminile.

"Siamo convinte - dice Valeria Ganci -  che  il territorio è chiamato ad un impegno costante che implica una decisa volontà politica di concertazione e confronto sul tema delle pari opportunità, una capacità di lettura delle dinamiche sociali afferenti l'universo femminile e una forte progettualità che consenta di valorizzare nelle dinamiche dello sviluppo locale il target".

 

 

 

Tra le prossime iniziative lapertura di un Sito internet con forum ed uno sportello dAiuto alle donne che intendono intraprendere iniziative imprenditoriali.

 

Tags: donne | progetto rosa in nero | valeria ganci

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Ultimo aggiornamento: Lunedì 08 Marzo 2010 - 22:12