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Scritto da Gianluca Maganuco
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Lunedì 28 Giugno 2010 - 20:30 |
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Gela - Tre lavoratori della ditta ex Cispe ieri mattina hanno inscenato una protesta incatenandosi con un fusto di benzina al seguito, davanti i tornelli d’accesso al petrolchimico Eni. Lamentano la mancata ricollocazione da parte delle imprese che si aggiudicano nuovi appalti all’interno della Raffineria di contrada Piana del Signore. Rivendicano le promesse avanzate del Prefetto di Caltanissetta e un periodo di disoccupazione che va avanti ormai dal 14 giugno dello scorso anno. “Siamo gli unici dei 35 operai dell’ormai ex Cedis a non avere trovato una ricollocazione in altre imprese – spiegano Stefano Cafà, Salvatore Pirillo e Rosario D’Angeli –
Il prefetto, alla presenza degli esponenti sindacali aveva promesso un interessamento per potere risolvere la questione. Alle promesse purtroppo non hanno fatto seguito i fatti”. Due dei tre lavoratori in questione, inoltre, fanno parte di una categoria protetta. “Per loro è finita anche la disoccupazione ordinaria - spiegano i rappresentanti sindacali di categoria della Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Ignazio Giudice (Fillea), Franco Iudice (Filca) e Diego Strazzante (Feneal) – La loro ricollocazione è possibile con l’interessamento della Corima, Turco Costruzioni ed Edilponti, le tre aziende firmatarie del contratto quadro con Raffineria di contrada Piana del Signore ed i vertici di Saipem e Syndial. Insieme possono dirci in quali termini la ricollocazione dei tre lavoratori è fattibile, ricorrendo anche alle imprese che si aggiudicano nuovi appalti. Lamentiamo da mesi anche il ritardo degli investimenti che potrebbero essere di aiuto alla situazione attuale di precarietà occupazionale”. Intanto il prefetto ha indetto per domani alle 10 un incontro con lavoratori e sindacati. Tags: ex cispe | gela | protesta | raffineria © RIPRODUZIONE VIETATA
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Ultimo aggiornamento: Lunedì 28 Giugno 2010 - 20:38 |