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Scritto da Gianlluca Maganuco
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Martedì 20 Luglio 2010 - 13:44 |
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Gela - Il mare gelese ha restituito altri reperti di interesse archeologico. I subacquei della squadra nautica della polizia insieme ai volontari dell’associazione “Sviluppo e ambiente” hanno recuperato dai fondali circa cinquanta reperti, tra anfore e piccoli suppellettili di probabile origine greca. La località non è stata resa nota dal dirigente del commissariato di polizia, Marcello Gatto, che ieri mattina ha tenuto una conferenza stampa per illustrare il risultato dell’ispezione dei fondali.
“E’ il frutto di una collaborazione attiva tra cittadini ed istituzioni – ha spiegato Gatto – I ritrovamenti sono stati possibili grazie alla segnalazione dell’ambientalista Francesco Cassarino che si è avvalso di numerosi volontari, locali ma provenienti anche da Vittoria e Niscemi. Insieme di sono prodigati al recupero dei reperti che verranno collocati dalla Soprintendenza al Mare e, dopo un restauro e ripulita, consegnati al Museo archeologico”. Sull’area viene mantenuto il più stretto riserbo, per scongiurare che ispezioni non autorizzate possano manomettete le ricchezze del patrimonio custodite dal fondale. In realtà, nello specchio di mare antistante contrada Bulala sempre Cassarino, la scorsa settimana aveva rinvenuto e consegnato al personale della capitaneria di porto, 15 vasi di origine greca. Secondo lo stesso Cassarino, nello stesso tratto potrebbe trovarsi un’imbarcazione di interesse archeologico, come la Triremi greca fatta recuperare dalla Soprintendenza ai Beni archeologici. Il dirigente di polizia Marcello Gatto, ha ammesso della reale possibilità di avere avvistato un relitto greco, anche se ha messo le mani avanti sull’effettiva possibilità di recupero. L’ispezione dei fondali ha permesso di rinvenire altri munizioni di origine bellica, risalenti con ogni probabilità allo sbarco americano in Sicilia risalente al 1947. “Non sono ordigni pericolosi – ha rassicurato Gatto – le loro dimensioni sono di circa 5 centimetri. Abbiamo avanzato una segnalazione alla Marina militare per stabilire le modalità di recupero e magari per fissare una nuova ispezione dei fondali”. I reperti sono stati trasportati sul molo del porto Rifugio a bordo di due gommoni messi a disposizione degli ambientalisti dell’associazione Sviluppo ed ambiente.
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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Luglio 2010 - 13:55 |