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Gela - “Volevo solo spaventarlo, non ucciderlo. Ho sparato in aria, non per colpirlo”. Alessandro Emanuele Pellegrino si assume la responsabilità del ferimento di Emanuele Argenti, colpito in pieno volto da una scarica di pallini di un fucile calibro 12. Alessandro Pellegrino e Pietro Caruso hanno risposto, ovviamente in momenti diversi, alle domande del Gip del tribunale Veronica Vaccaro. Il magistrato ha convalidato l’arresto, disponendo la custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio.
I due giovani, assistiti dall’avvocato Giacomo Ventura, hanno fornito la loro versione di quanto avvenuto venerdì notte. Le dichiarazioni dei due per linee generali coincidono. Entrambi hanno ammesso di essere gli autori del ferimento di Argenti, ricoverato al Sant’Elia con il rischio di perdere un occhio.
“Abbiamo litigato davanti a un bar di via Palazzi – ha raccontato Pellegrino – Argenti mi ha messo le mani addosso facendomi cadere a terra. A quel punto è intervenuto anche Caruso per difendermi e si è scatenata una rissa. Loro erano in quattro”. Secondo quanto riferito da Pellegrino sarebbe stato Argenti ad iniziare, rimproverandogli di darsi delle arie (versione cui la polizia non crede molto). Dopo la gazzarra Pellegrino ha deciso di vendicarsi. Insieme a Pietro Caruso è andato a bordo dello scooter sotto casa di Argenti, in via Erofilo, inscenando un carosello per attirarlo fuori. Quando si è affacciato dal balcone Pellegrino ha esploso due fucilate. “Se avessi voluto ucciderlo a quella distanza avrei potuto farlo. Volevo solo mettergli paura e mi dispiace di averlo ferito”.
L'identikit fornito dalla convivente di Argenti, che al momento dell'agguato si trovava in sua compagnia in balcone, ha permesso agli agenti di collegare l'episodio l’aggressione, avvenuta circa 30 minuti prima, in via Palazzi e ripresa da alcune telecamere di videosorveglianza.
Pellegrino e Caruso, una volta identificati, sono stati rintracciati poco dopo in contrada Albani Roccella, presso l'abitazione di Caruso. Alla base dell'agguato ci sarebbero dei contrasti in ambito mafioso, a cui i due risultano direttamente o indirettamente collegati. Durante la perquisizione Pellegrino, inoltre, è stato trovato in possesso di un biglietto aereo elettronico di sola andata per il 2 marzo con destinazione Colonia/Bonn, in partenza da Catania, e di una valigia contenente abbigliamento.
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