|
Gela, il pregiudicato niscemese rimane però in carcere
"Ho chiesto il pizzo per disperazione"
|
|
|
|
| Scritto da Fabrizio Parisi |
| Domenica 07 Marzo 2010 - 11:06 |
|
Gela - «Sono solo uno che ha bisogno di lavorare. So di avere sbagliato, ma l’ho fatto perchè sono disperato». Si è difeso così Angelo Canerini, il trentasettenne niscemese arrestato per tentata estorsione ai danni di un commerciante. La polizia gli contesta anche l’aggravante mafiosa perchè si è presentato dalla sua vittima con la "patente" di stiddaro. Ha chiesto prima articoli in regalo, poi una tangente di 500 euro al mese. Ma lui al Gip del tribunale Lirio Conti ha detto di averlo fatto per incutere timore al commerciante.
Il magistrato ha ascoltato la confessione e poi ha convalidato l’arresto, ma nel contempo dichiarandosi incompetente. L’aggravante mafiosa comporta il giudizio territoriale del tribunale di Caltanissetta, dove gli atti sono stati trasferiti. © RIPRODUZIONE VIETATA
|
| Ultimo aggiornamento: Domenica 07 Marzo 2010 - 11:09 |