Per incassare la polizza assicurativa ha progettato i due roghi

E' il mandante degli attentati incendiari
Arrestato il commerciante Interlici

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Scritto da Fabrizio Parisi   
Giovedì 01 Aprile 2010 - 08:31

Gela - Era tutto un bluff. La mafia, il racket, almeno questa volta non c’entrava nulla. Dietro gli incendi dei negozi di abbigliamento di Niki Interlici c’era... Niki Interlici. Lo hanno scoperto i carabinieri, che hanno arrestato il commerciante gelese, 42 anni, insieme a Giuseppe Di Noto, 25 anni, manovale gelese, a conclusione di una indagine denominata “Fuego”. L’inchiesta, coordinata dal capitano Pasquale Saccone, è partita nell’agosto del 2009. A Interlici sono stati concessi i domiciliari. Entrambi sono accusati di aver concorso nell’incendio del magazzino, gestito dall’Interlici stesso, il 22 agosto, in Vico Imperia, dove era custodito gran parte del vestiario dei suoi negozi. Interlici sarebbe il mandante degli incendi, mentre Di Noto si sarebbe occupato di reclutare i due giovani ancora non identificati.

Interlici, inoltre, é accusato di essere il mandante anche dell’incendio della sua Smart, avvenuto lo scorso primo marzo, in via Apollo. Le fiamme si estesero ad altre due autovetture, parcheggiate accanto alla Smart ed ai prospetti delle abitazioni vicine, causando danneggiamenti a condotte in gas ed elettriche. In quel caso avrebbe agito un ragazzino, la cui posizione è tuttora al vaglio della Procura dei Minori di Caltanissetta.
Infine, Interlici risulta indagato per reato di calunnia in quanto, dopo aver promosso ed organizzato gli incendi, nel presentare denuncia ai carabinieri, accusava Calogero Greco, pur sapendolo innocente, di essere l’autore diretto o indiretto dei due roghi.
Le due ordinanze sono state firmate dal Gip del tribunale di Gela Lirio Conti, su richiesta della locale Procura, guidata dal Procuratore Lucia Lotti, che hanno concordato sugli elementi indizianti emersi a carico degli indagati e sulle conseguenti necessità cautelari.
Il movente di entrambi gli episodi é da individuarsi nel maldestro tentativo di Interlici di consolidare la sua posizione di vittima, sfruttando e strumentalizzando un’iniziale situazione che lo aveva visto reale vittima di danneggiamenti, anche a mezzo incendio (si ricorderà l’incendio della sua autovettura Mini Cooper, avvenuto il 25 luglio 2009 ed il danneggiamento delle vetrine di suoi due negozi, fatti per i quali è stata accertata la responsabilità di Greco Calogero, inteso “Carletto”, fatti già definiti con una sentenza di patteggiamento a carico di quest’ultimo), cui, come responsabile, ha fatto seguire volutamente altri due episodi di incendi in suo danno, come detto, l’incendio del locale, in locazione, adibito a magazzino sito in Vico Imperia e l’incendio della Smart di sua proprietà.
Giuseppe Di Noto è l’ex fidanzato della sorella di Interlici. Si sarebbe fatto aiutare da un minore per compiere i due falsi attentati. Lo scopo era ovviamente quello di riscuotere la polizza assicurativa con cui aveva coperto i danni, ma anche per ottenere i contributi previsti dalla legge per le vittime del racket.
Pare che Interlici avesse intenzione di coprire in tal modo i suoi debiti verso fornitori.
Ha colpito anche la spregiudicatezza con cui il commerciante ha accusato l’associazione Antiracket di averlo lasciato solo durante le sue battaglie di denuncia. “Lo Stato mi ha abbandonato” disse. Lo Stato ha risposto. Ma non come si aspettava lui.
 

 

Tags: arresto | attentato | di noto | gela | interlici

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Ultimo aggiornamento: Sabato 03 Aprile 2010 - 14:26
 



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