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Scritto da Delfina Butera
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Mercoledì 26 Maggio 2010 - 17:19 |
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RIESI - Prosegue la protesta ad oltranza degli ex lavoratori del Polo Tessile. Lunedì sera gli operai hanno occupato l’aula consiliare del comune. Uomini e donne che un tempo lavoravano ai telai dei maglifici di contrada “Margio”, presidiano la sala e non intendono fare dietrofront sino a quando non avranno risposte sul loro futuro.”Vogliamo risposte – dice Raffaele Capostagno, portavoce dei tessili – ci dicano chiaramente i nostri governatori se anche per noi c’è una prospettiva lavorativa o se dobbiamo prepararci le valigie ed emigrare. Noi chiediamo lavoro e abbiamo dato la nostra disponibilità ai rappresentanti regionali.
Lo Stato ha finanziato un industria tessile, adesso ci sono solo capannoni chiusi. Perché non ci danno la possibilità di riutilizzarli?”. L´emergenza lavoro è esplosa lunedì mattina, quando alcuni ex dipendenti delle aziende tessili, si sono incatenati insieme al sindaco Salvatore Buttigè per chiedere che il diritto al lavoro venga garantito anche a Riesi. Di “troppe situazioni di disagio lavorativo e sociale da fronteggiare e di mancate risposte da parte del governo regionale” ha parlato il primo cittadino, unitosi in segno di solidarietà ai tanti lavoratori che protestano. L’amministrazione ha segnalato le diverse situazioni di disagio che vivono lavoratori e famiglie alla regione siciliana ed al Prefetto di Caltanissetta. Riesi tra l’altro è il centro siciliano che vanta il tasso più elevato di disoccupati in Italia. Oltre alle maestranze del polo tessile (230 operai) infatti, sono insorti anche i 39 contrattisti Puc e Lsu che da anni chiedono la stabilizzazione lavorativa. Dopo il licenziamento ed un periodo di mobilità, il personale del polo tessile reclama di essere reimpiegato nel mondo del lavoro. Gli operai nei mesi scorsi avevano anche preso parte ad alcune riunioni con gli assessori regionali Marco Venturi e Lino Leanza, ma ad oggi per i 230 ex lavoratori non si prospetta nessuna chance lavorativa o un probabile ricollocamento. Anche la chiese cattolica e valdese si sono schierate con le maestranze. In un incontro con i lavoratori, il Vescovo Michele Pennisi, aveva rilevato che “Il diritto al lavoro è sacro e che la politica deve farsi voce della propria comunità, esortando le autorità politiche e civile ad un comune impegno per tutelare i lavoratori e le loro famiglie”. Alle due categorie si aggiungono anche gli agricoltori, da tempo attanagliati dalla crisi che ha investito il settore agricolo.
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Ultimo aggiornamento: Giovedì 27 Maggio 2010 - 19:42 |