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di Delfina Butera
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Sabato 30 Gennaio 2010 - 10:47 |
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MAZZARINO - La sala operatoria dell’ospedale “Santo Stefano” non è operativa. Sino a ieri fuori uso. Dal 27 gennaio la sala non è utilizzabile poiché il gruppo di continuità è guasto. Ad evidenziarlo sul web anche il comitato cittadino che si è sempre opposto alla chiusura del presidio ospedaliero. Gli ospedali di norma dispongono di un gruppo di continuità permanente e di due gruppi elettrogeni di emergenza.
Al Santo Stefano, da giorni, uno dei due gruppi di emergenza risulta guasto, quindi di conseguenza non si può intervenire chirurgicamente senza averne in riservo uno di scorta. Fortunatamente negli ultimi giorni non si è verificata nessuna emergenza da fronteggiare. Un imprevisto tale da richiedere l’uso della sala operatoria. Ma se fosse capitato un incidente stradale o si fosse richiesto un intervento celere cosa sarebbe successo? Forse un secondo caso Filippo Li Gambi?. Pare che si provvederà a breve al ripristino del gruppo elettrogeno non funzionante. Ma altri problemi restano irrisolti. Il personale in dotazione all’ospedale risulta infatti carente. Al pronto soccorso opera un medico ed un solo infermiere, qualche volta coadiuvato da un ausiliare. Poche unità per un Pronto soccorso che si rispetti. Nel laboratorio analisi scarseggiano i tecnici. Non solo. Dal primo febbraio andrà via il primario del reparto di chirurgia Antonino Tirrò, uno degli specialisti più eccellenti dell’ospedale Santo Stefano. Alcuni cittadini cominciano a sentirsi traditi dalle promesse fatte da qualche politico immolatosi a paladino del “Santo Stefano”. “Da quando è morto il giovane Filippo – dice un uomo - solo promesse e pochi fatti concreti si sono registrati per migliorare le condizioni dell’ospedale e renderlo di fatto maggiormente funzionante e idoneo alle esigenze dell’utenza”. Il comitato adesso teme il lento declino del presidio ospedaliero. La protesta per garantire un degno servizio agli utenti dell’ospedale potrebbe ripartire nei prossimi giorni. Il comitato è sempre pronto a ricominciare la battaglia per il diritto alla salute che non pare molto tutelato negli ultimi tempi, vista la penuria di personale e di mezzi utili a garantire soccorsi e interventi tempestivi.

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Ultimo aggiornamento: Sabato 30 Gennaio 2010 - 19:19 |