|
di Fabrizio Parisi
|
|
Lunedì 08 Febbraio 2010 - 22:17 |
|

CALTANISSETTA - Povertà, disoccupazione, banche che restringono i crediti, perdita di finanziamenti e di posti di lavoro, sono i problemi che la Conferenza episcopale siciliana (Cesi) ha iniziato a discutere oggi nella prima giornata della sessione invernale che si svolge al seminario vescovile di Caltanissetta e che si protrarrà per altri due giorni. C'erano quasi tutti i vescovi delle diocesi della Sicilia; c'era anche il frate cappuccino Calogero Peri, fresco di nomina a vescovo della diocesi di Caltagirone, che ha fatto l'esordio nella Cesi.
I lavori sono presieduti dall'arcivescovo di Palermo, Paolo Romeo, il quale ha detto che l'Episcopato siciliano è preoccupato per la crisi che sta attraversando la Sicilia e ha rivolto un appello agli amministratori, ai politici, agli industriali e a tutti i soggetti attivi a sedersi attorno a un tavolo per trovare rimedi. Romeo ha parlato di ciò che sta accadendo allo stabilimento Fiat di Termini Imerese, ma si è soffermato su altri casi simili «che purtroppo esistono e sono in grave sofferenza», chiedendosi quale sarà il loro avvenire e quello delle migliaia di lavoratori che stanno per perdere il posto di lavoro.
Per mons. Romeo occorre «creare un nuovo modello di sviluppo in Sicilia; occorre soprattutto sfruttare le risorse naturali che esistono nell'isola e, tra queste, l'agricoltura che nella provincia di Caltanissetta ha grandi potenzialità ma non riesce a decollare». Altre riflessioni amare sono state quelle del direttore dell'ufficio regionale della Cesi per la Carità, don Sergio Librizzi, e dell'economista Salvatore Butera sulle vertenze occupazionali aperte nell'isola.
Tags: caltanissetta | Cesi | crisi | lavoro | vescovi
|
|
Ultimo aggiornamento: Lunedì 08 Febbraio 2010 - 22:21 |