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di redazione
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Giovedì 04 Febbraio 2010 - 12:59 |
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Roma - «Il settore della raffinazione è quello che evidenzia le criticità maggiori determinate dal mutato contesto economico. La situazione di forte crisi dell'anno appena trascorso potrebbe evolversi a breve verso un quadro ben più drammatico».
È quanto emerge dal consuntivo 2009 dell'Unione Petrolifera, nel quale si sottolinea come, a livello globale, «i consumi di prodotti petroliferi sono ormai in contrazione da diversi anni (2004-2009, -16% pari a circa 15 milioni di tonnellate) e le esportazioni, che negli anni precedenti avevano rappresentato una possibilità di bilanciamento, sono anch'esse in forte contrazione (-11%). Secondo un recente studio di Wood McKenzie, i consumi di benzina in Italia passeranno dalle 12,5 milioni di tonnellate del 2008 ai 9 milioni nel 2015. Crescerà inoltre la concorrenza sul piano industriale, essendo in fase avanzata di costruzione nuova capacità di raffinazione al di fuori dell'Europa ed in particolare nel Far East (segnatamente Cina e India) dove gli operatori possono contare su un sistema di agevolazioni e sussidi». Quindi, secondo l'Up, «anche nel nostro Paese è prevedibile che alcune raffinerie dovranno chiudere con conseguenze sul piano sociale per nulla tranquillizzanti (Livorno e Pantano in cerca di compratori; Falconara 92 esuberi; Taranto e Gela fermate provvisorie)».

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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Febbraio 2010 - 14:50 |