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Gela - «Il presidente Federico deve dire no al nucleare, attivandosi perché venga reso indisponibile il territorio della provincia di Caltanissetta alle procedure di individuazione dei siti idonei all'attivazione di centrali nucleari e perché venga vietata sotto ogni forma la costruzione di centrali nucleari in Sicilia dichiarando il territorio siciliano indisponibile allo stoccaggio delle scorie prodotte o derivanti da centrali costruite in altri luoghi».
Lo afferma Alfonso Cirrone Cipolla, capogruppo del Pd alla provincia regionale di Caltanissetta, al via libera del Senato della Repubblica al disegno di legge sulle centrali nucleari, la Sicilia è una delle due Regioni (insieme al Veneto) che ha dato una prima disponibilità, sebbene subordinata dal Presidente della Regione ad un preventivo referendum tra gli abitanti; la zona costiera intorno a Gela è uno dei quattro siti individuati in Sicilia.
”L'Isola - aggiunge - è una grande piattaforma per le politiche energetiche. Accanto all'attività estrattiva si svolge pure un'intensa attività di raffinazione, basti pensare alle tre raffinerie di Gela, di Milazzo e Siracusa. La Sicilia - osserva Cirrone Cipolla - fornisce il 2,7 % dell'estrazione nazionale di gas, il 12,9% dell'estrazione nazionale di greggio, il 40% degli idrocarburi raffinati che il Paese consuma e, a breve, tratterà il 73% del gas importato dall'Italia. Si producono anche circa 9.900.000 mw annui di energia elettrica legata ai processi di raffinazione. Il bilancio tra import ed export è in atto positivo per la Sicilia e il valore dei prodotto petroliferi esportati oscilla intorno all'80% del valore di tutto l'export siciliano”.
“La nostra provincia in questi ultimi anni-dice Cirrone- sta cercando di sviluppare una politica di rilancio turistico ed inevitabilmente un insediamento nucleare ne comprometterebbe l’attrattività turistica e culturale; il nostro territorio non ha più margini di tollerabilità ambientale che consentano l’insediamento di impianti nucleari;le conseguenze non solo ambientali ma anche cliniche prodotte dalla presenza di impianti industriali ad altissimo impatto negativo come quelli di Gela, hanno già comportato gravi effetti sui livelli di salubrità collettiva e sulle condizioni individuali”.
In merito alla decisione, di questi giorni del Governo Berlusconi di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata, che impediscono l'installazione di impianti nucleari nei territori regionali, il capogruppo del Pd Cirrone Cipolla "definisce questa scelta un vero e proprio atto di forza. Nonostante la quasi totalita' delle Regioni italiane si sia dichiarata contraria al nucleare è assurdo - ha denunciato Cirrone Cipolla- che un governo che ha fatto del federalismo la sua bandiera continui invece a centralizzare in modo arrogante e militarista le decisioni inerenti alle politiche energetiche, in totale spregio della Costituzione, delle scelte regionali e delle opinioni dei cittadini".

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