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Gela “…le produzioni di idrocarburi ottenute a decorrere dal 1° gennaio 1999 per ciascuna concessione di coltivazione, il valore dell'aliquota calcolato ai sensi delle lettere c) e d) del comma 2 è corrisposto per un terzo alla Regione e per due terzi ai comuni nei cui territori ricade il giacimento.
I comuni devono destinare le risorse allo sviluppo dell'occupazione e delle attività economiche, all'incremento industriale e ad interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le coltivazioni.” Il legislatore regionale, cui compete regolare le attività minerarie in Sicilia, in via del tutto innovativa rispetto ai tempi, all’art. 20 della legge 27 Aprile del 1999, n° 10, ha disposto questa norma, ricordata in una mozione dal consigliere comunale dell’Udc Guido Siragusa
“Per effetto della norma, il Comune di Gela dal 2001 ad oggi ha introitato dall’Eni Mediterranea Idrocarburi € 28.000.000,00 circa, € 6.350.000,00 dei quali soltanto nel 2010, con un incremento di € 3.150.000,00 circa rispetto al 2009 – scrive Siragusa - ciò grazie ad un aumento della quota royaltes passata dal 7% a 10%. E’ presumibile che, visti gli andamenti del prezzo del greggio, per il 2011 tale introito sarà garantito se non addirittura aumentato.
Altri comuni, vedi quello di Troina / Gagliano Castelferrato/ Bronte, si sono dotati di appositi regolamenti per destinare quanto introitato ai fini e agli scopi previsti dalla norma ; il Consiglio Comunale di Gela, purtroppo e non si capisce per quale ragione, non ha mai ritenuto obbligatorio soddisfare quanto previsto dalla norma medesima.
Il legislatore nel destinare tali risorse, sicuramente ha lasciato ampi margini di manovra ai consigli comunali in fase di stesura di bilancio, dicendo “I comuni devono destinare tali risorse allo sviluppo dell'occupazione e delle attività economiche, all'incremento industriale e ad interventi di miglioramento ambientale delle aree dove si svolgono le ricerche e le coltivazioni”: evidentemente con lo scopo di responsabilizzare i consigli comunali nel ricercare, nel rispetto della norma ,campi di intervento specifici.
Il Consiglio Comunale di Gela non si è mai voluto assumere tale responsabilità abdicando ad un ruolo ben specifico “quello di esercitare le proprie funzioni di indirizzo” .E’ notizia di questi giorni, come qualche parlamentare regionale ( nella fattispecie l’On Speziale tra l’altro firmatario della legge in questione ) stia pensando di intervenire nella norma con apposito disegno di legge, modificando in parte l’art 20 della legge in argomento nella logica di dare meno discrezionalità ai comuni e di fatto stabilire alla fonte i campi di intervento .
Sicuramente da parte del legislatore regionale vi è la consapevolezza che volutamente qualche consiglio comunale (quello di Gela ) ha tradito la ratio legis della norma non creando con quel denaro quello che tutti si aspettavano che accadesse cioè più iniziative di sviluppo economico .
Ove la proposta contenuta nella mozione, cioè “di impegnare l’amministrazione comunale e il consiglio comunale ciascuno per le proprie competenze ad avviare le più opportune iniziative atte alla creazione di un fondo interamente finanziato con i proventi delle royaltes petrolifere , e che serva a realizzare opere infrastrutturali o iniziative finalizzate allo sviluppo economico della Citta” venisse approvata da questo consiglio comunale, dal mio punto di vista si potrebbero determinare le condizioni per cambiare la logica recessiva che oggi condiziona così pesantemente Gela.
Infatti spezzare la perversa spirale in cui la città è caduta, più crisi, più assistenzialismo, più spese per il superfluo, meno capacità di trovare fondi per sostenere la crescita e lo sviluppo economico anche attraverso il miglioramento delle capacità infrastrutturali di cui necessitano le nostre aziende,significherebbe incominciare ad intravedere uno spiraglio di luce nel buio in cui ci ha cacciati una logica politica fatta di superfluo e di sperpero di denaro.
Basti ipotizzare una costante nei livelli di produzione dei nostri giacimenti, e il mantenimento dell’attuale valore di mercato del petrolio, per arrivare a pensare che nell’arco di dieci anni il nostro comune avrà un introito certo pari ad almeno 70.000.000,00 di euro circa(cifra senz’altro in difetto), una montagna di soldi che potrebbe cambiare il volto di questa città creando i presupposti per un piano di vera rinascita, ipotizzando la realizzazione di opere di interesse strategico, come ad esempio l’area fieristico mercatale, la piscina coperta, il lungomare di Manfria, l’approdo Yard per la prefabbricazione di manufatti pesanti, tutte opere che i gelesi aspettano ormai da troppi anni .
Mi appello a tutti coloro che pensano che la politica sia soprattutto capacità di programmare e voglia di contribuire a migliorare le condizioni di vita della comunità, iniziando dal fare rispettare le prerogative del consiglio comunale che, tra le sue responsabilità, ha l’ importantissima funzione di indirizzo. Avere proposto una mozione che quale unico scopo ha quello di creare risorse indispensabili a porre le condizioni di sviluppo economico nella nostra città , mi pone nella posizione di chi deve spiegare e possibilmente convincere .
A conclusione, non posso far altro che ringraziare chi, tra i consiglieri comunali, come Salvatore Gallo,in passato ha posto più volte la questione, o i Consiglieri del PDL(Trainito) e del PID (Cirignotta e Morselli), oltre che del mio partito, che hanno fattivamente collaborato alla stesura della mozione, auspicando che il civico consesso valuti la questione con estremo rigore,guardando esclusivamente agli interessi della città.
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