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di Fabrizio Parisi
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Venerdì 05 Febbraio 2010 - 19:43 |
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Gela - Trovare la sintesi, ovvero un candidato unitario nel centrosinistra, è diventata una impresa. Ed allora eccolo l’ennesimo vertice nel Partito Democratico, in programma lunedì sera all’hotel Sileno. Si riuscirà a trovare la convergenza in un partito dove ognuno sembra agire per conto proprio? Salvatore D’Arma, capogruppo consiliare e uno degli uomini con maggiore esperienza, ha paradossalmente affermato che avere “tre deputati è una disgrazia” anziché un vantaggio.
“Serve un confronto partecipato – dice D’Arma – rispetto invece a incontri isolati. I nostri deputati hanno il compito di stringersi attorno al partito, diventando valore aggiunto. Dobbiamo trovare la sintesi”. Poi ci sono quelli che si definiscono “quelli del 26 giugno”. Sono militanti del Pd che accusano “di vivere in un partito oligarchico, dove a solo poche persone è dato diritto di decidere, dove si continua a mantenere un clima di tensione diffusa e di contrapposizione permanente che fa solo male al Pd, al centro-sinistra, al futuro della nostra città”.
“Il confronto trasparente è il sale della vita – dicono -- in ogni campo compreso quello della politica, e può essere anche duro, ma è l'essenza della democrazia, l'importante è il rispetto delle persone e delle regole. La partecipazione consapevole ed informata è il tratto che deve distinguere un partito popolare, come vuole essere il Partito Democratico e per essere concreta non può che tradursi in un allargamento della base decisionale”.
A destra tutto tace. Silenzio nel Pdl, mentre il Mpa, attraverso Pino Federico annuncia. "Avremo un nostro candidato". Sarà Fortunato Ferracane?
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Ultimo aggiornamento: Sabato 06 Febbraio 2010 - 14:04 |