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Di Silvestre: 'la scuola è un'iistituzione laica e deve assicurare pari opportunità
Polemica genitori-dirigente avventista
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| Scritto da Liliana Blanco | |||
| Lunedì 19 Settembre 2011 - 18:13 | |||
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A pochi giorni dall’inizio delle lezioni si è diffusa fra le famiglie un voce insistente che avrebbe sussurrato la volontà della dirigente di abolire il crocifisso nella aule e di impedire la normale educazione religiosa degli alunni. “Nulla di tutto questo – dice la dirigente Di Silvestre – non potrei perché io lavoro nella legalità e la sentenza sul crocifisso che tanto ha fatto discutere parla chiaro; non voglio andare contro i dettami dell’istituzione, però penso che chi vuole una particolare educazione religiosa a scuola scelga scuole private”. “Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perchè sia un «suppellettile» o un «oggetto di culto», ma perchè «è un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili» (tolleranza, rispetto reciproco, valorizzazione della persona, affermazione dei suoi diritti, etc...) che hanno un'origine religiosa, ma «che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato». Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che, con un'importante e articolata sentenza del 2006 che ha respinto il ricorso di una cittadina finlandese. “Tuttavia – continua la dirigente – penso che anni di lotte e di evoluzione della cultura ci hanno portato a grandi conquiste: sto parlando delle pari opportunità per tutti i bambini di qualunque razza e religione e visto che viviamo in uno stato laico e la scuola è un’istituzione pubblica di uno stato laico come il nostro io non posso permettere di favorire una religione a discapito di un’altra. Per questo non permetterò la celebrazione a scuola di messe cattoliche o di riti arabi o buddisti. L’educazione religiosa si fa durante le ore previste dai profili curriculari, ma nulla di più. Questo non vuol dire che in questa scuola non si possono organizzare manifestazioni di spettacolo nelle chiese o rappresentazioni del Natale, festività che io adoro. Le maestre devono continuare ad espletare il loro ruolo sulla scorta dell’impianto culturale che ha sempre contraddistinto l’educazione dei bambini”. Nella stanza della dirigente non c’è il crocifisso, solo la foto del Presidente della Repubblica. “Nelle aule il crocifisso continua ad esserci “– dice la dirigente. Tutto nasce dal fatto che la nuova responsabile della scuola elementare pratica la religione cristiana avventista, questo unito a qualche indicazione al personale insegnante ha fatto innescare una miscela che non è scoppiata ma cova sotterranea. I genitori si sono rivolti a qualche sacerdote. “Siamo in ansia da qualche giorno – dice Giovanni Caruso – da quando abbiamo avuto sentore di queste novità: i nostri bambini seguono un percorso cattolico a scuola, in famiglia e nella chiesa e non vogliamo che si interrompa. Ci consulteremo e se è il caso, presenteremo le nostre istanze alla dirigente”. "Mi chiedo come mai - dice la Di Silvestre - i genitori non siano venuti da: avremmo subito chiarito tutto" Il parroco della chiesa di Santa Maria di Betlemme don Giovanni Tandurella a cui molti genitori si sono rivolti si dice preoccupato di questa nuova tendenza della scuola dove frequentano alcuni bambini della parrocchia”. “Stiano tutti tranquilli – conclude la Di Silvestre – ho già parlato dell’argomento con gli insegnanti ed alcuni hanno condiviso la mia posizione culturale, altri sono rimasti colpiti negativamente, altri indifferenti. Di certo voglio tutelare tutti i bambini, a qualunque religione appartengano. Nell’era della globalità è quanto l’istituzione deve assicurare”. © RIPRODUZIONE VIETATA
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| Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Settembre 2011 - 22:11 |
Commenti
In sintesi, è questo il pensiero del dirigente scolastico intervista dal Giornale di Gela, senza dubbio un esempio di istituzione che tutela la maggioranza dalle minoranze (etniche, culturali e religiose); un esempio al contrario, come al solito nella nostra città.
[ironico]Questo dirigente è la persona giusta per insegnare ai bambini il rispetto di culture, tradizioni e religioni differenti dalla nostra.[/ironico]
Ovviamente il discorso forse è molto più ampio, ma mi sarei aspettato un discorso più equilibrato e rispettoso delle minoranze.
Mi auguro poi che la dirigente non parta dal dato di fatto di compiere una guerra di religione: siamo orami in un discorso ecumenico abbastanza avanti; sarebbe riportare indietro tanti sforzi ecumenici da ripiombare in guerre di religione che purtroppo andrebbero a danno dei più deboli in questo caso i bambini.
Rispetto di tutti e laicità non vanno in disaccorodo sono segni di democrazia e di maturità intellettuale